Sono 27 i premi Nobel
svizzeri
Kurt Wüthrich è il settimo ricercatore elvetico laureato con il
premio Nobel per la
chimica.
Tenendo conto
delle naturalizzazioni e delle doppie nazionalità, Wüthrich
è
complessivamente il ventisettesimo
svizzero insignito del prestigioso
riconoscimento.
Inoltre, il premio Nobel per la pace è stato assegnato per tre
volte al Comitato Internazionale della Croce Rossa, composto essenzialmente da
svizzeri.
Chimica
Prima del professor Wüthrich, gli
svizzeri insigniti del Nobel per la chimica furono: Alfred
Werner (nel 1913), Paul Karrer (1937), Leopold Ruzicka (1939, cittadino
svizzero dal 1917), Hermann Staudinger
(1953, doppio nazionale tedesco e svizzero dal 1920), Vladimir Prelog, (1975, svizzero dal 1959), Richard
Ernst (1991).
Medicina
In questa categoria si contano nove svizzeri: Theodor Kocher (1909), Paul
H. Müller (1948), Walter Rudolf Hess (1949), Taddeusz Reichstein (1950, cittadino svizzero dal 1915 ), Max Theiler (1951), Daniel Bovet
(1957), Werner Arber
(1978), Edmond H. Fischer (1992), Rolf M. Zinkernagel (1996).
Fisica
Per la fisica, hanno ottenuto il premio Nobel sei svizzeri: Charles Edouard Guillaume (1920), Albert Einstein (1921, cittadino tedesco, svizzero (*) e
americano), Wolfgang Pauli
(1945, cittadino austriaco, svizzero e americano), Felix
Bloch (1952, cittadino svizzero e americano), Heinrich Rohrer (1986), Karl Alexander Müller (1987).
Letteratura
Soltanto due i laureati svizzeri per questa categoria. Sono Carl Spitteler (1919) und Hermann Hesse (1946, doppia
cittadinanza tedesca e svizzera dal 1924).
Pace
Il premio Nobel per la pace è stato assegnato due volte a
svizzeri: al fondatore della Croce Rossa, Henry Dunant (1901), e ad Elie Ducommun e Charles-Gilbert Gobat (1902), dell'allora Ufficio internazionale per la
pace.
Infine, quale unico premio Nobel che può essere attribuito anche
da organizzazioni e istituzioni, il premio per la pace è andato tre volte al
Comitato Internazionale della Croce Rossa (1917, 1944 e 1963).
(Fabio Mariani, swissinfo)
(*)

Il passaporto
svizzero di Albert Einstein, rinnovato regolarmente
sino alla sua morte, pur avendo Egli ottenuto anche la cittadinanza americana,
nel secondo dopoguerra.
Il fisico, non
ancora famoso, ottenne, in giovane eta’, la
cittadinanza elvetica nel 1901, ben prima delle persecuzioni antisemite in
Germania, dov’era nato: (l’avvento di Hiter al potere
in Germania e’ del 1933), e quindi in tempi non sospetti di opportunismo. La
decisione di farsi svizzero fu determinata dalla convinta condivisione degli
ideali di liberta’ e di laicita’
della Confederazione, della quale ne apprezzava la
semplicità e l'armonia.
Einstein si augurò che le proprie teorie incarnassero, anche per gli altri,
quella semplicità e armonia che egli pensava fossero indispensabili per la
comprensione dell’universo.
Non richiese mai la cittadinanza dello Stato di Israele.
Egli infatti fu
profondamente laico, e prova della sua laicità è la lettera, scritta a mano in
tedesco il 3 gennaio del
Nella missiva il fisico liquida come infantili le "leggende" della
Bibbia e sottolinea che "per quanto sottile sia nessuna interpretazione
può modificare quel dato".
"Per me - dice inoltre all'amico filosofo - la religione ebraica è al pari
di tutte le altre un'incarnazione delle più infantili superstizioni. E per me
il popolo ebraico, al quale sono contento di appartenere e con cui sento una
profonda affinità mentale, ha le stesse qualità di tutti gli altri popoli. In
base alla mia esperienza non sono meglio degli altri gruppi umani
anche se la mancanza di potere li protegge dai peggiori cancri. Non vedo
in essi nulla di eletto".
La Svizzera non
conobbe mai fenomeni razzisti: essa è una "nazione di volontà", non
basa il suo fondamento su basi etniche, sull'identità linguistica o religiosa.
Non si dimentichi che, nel 1999, fu eletta Presidente
della Confederazione la signora Ruth Dreyfuss, di religione ebraica; Non
mancano Presidenti di religione cristiana, cattolica o riformata, delle diverse
chiese, o liberi pensatori. .
BREVE BIOGRAFIA
Einstein, nato nella città tedesca di Ulma (Wuerttemberg) nel 1879, morì negli
Stati Uniti nel 1955.
Passò l’adolescenza a Monaco di Baviera, città nella quale la famiglia, di
origine ebraica, possedeva una piccola azienda per la produzione di macchinari
elettrici.
Dopo un periodo trascorso a Milano, dove suo padre Ernest morì di
infarto, e lì fu sepolto: oggi si trova al cimitero Monumentale, nel Civico Mausoleo Palanti, riservato ai “cittadini
illustri”.
Il giovane Albert studiò nella scuola cantonale di Aarau (Svizzera) e nel 1900
si laureò all’Istituto federale di Tecnologia di Zurigo (Svizzera).
Venne assunto dall’Ufficio Brevetti di Berna, e, nello
stesso tempo, ottenne il dottorato all’Università di Zurigo.
Oltre a concepire la teoria della relatività, espose l’effetto fotoelettrico e
studiò i movimenti degli atomi in sospensione, sui quali basò la sua
spiegazione del movimento browniano.
Nel 1909, il lavoro di Einstein aveva già attratto l’attenzione del mondo
scientifico ed egli assunse la docenza all’Università di Zurigo.
Successivamente insegnò, per tre anni, all'Università d Praga, per poi tornare
a Zurigo per assumere la cattedra di fisica teorica.
Per la sua attività nel campo della fisica teorica – in particolare per gli
studi sull’effetto fotoelettrico – ricevette, nel 1921, il premio Nobel per la
fisica.
Successivamente insegnò pure all’Accademia prussiana delle Scienze fisica a
Berlino, e diresse il Dipartimento di fisica teorica all’Istituto Kaiser
Wilhelm sino all'avvento della politica di discriminazione razziale attuata dai
nazisti germanici. Le sue proprietà furono confiscate dalla
Germania (1934).
Si trasferì in USA per assumere una docenza all’Institute for Advanced Studies
di Princeton, negli Stati Uniti, che conservò fino al 1955, anno della sua
morte.