24 Settembre, 2017

Scioglimento dell’unione civile giudiziale: tempi e procedura | Avvocato divorzista

Lo scioglimento dell’unione civile in via giudiziale è una procedura che prevede tempi variabili a seconda della conflittualità tra gli uniti e delle prove che sono chieste dal Giudice. Essendo un procedimento nel quale le parti non sono d’accordo, deve essere chiesto con un ricorso da depositare in Tribunale previa assistenza obbligatoria di un Avvocato divorzista.

 

 

Quando si deve procedere con lo scioglimento giudiziale

 

 

Quando gli uniti civilmente:

  • non trovano accordo sulle condizioni per sciogliere l’unione (per esempio sulle questioni patrimoniali);
  • solo uno dei due vuole sciogliere l’unione;
  • uno dei due è irreperibile;

la parte che ha interesse a porre fine all’unione deve procedere con una causa dinanzi al Tribunale, che di solito è quello dell’ultima residenza comune. In questo caso si deve avere l’assistenza obbligatoria di un Avvocato e depositare un ricorso giudiziale.

Nella maggior parte dei casi si deve dare inizio a questa procedura quando la coppia non raggiunge un punto di incontro sulle questioni essenziali che entrano in gioco alla fine dell’unione quali gli aspetti patrimoniali, come la determinazione dell’assegno di mantenimento e la divisione delle proprietà anche immobiliari.

 

 

Come funziona e quanto dura la procedura di scioglimento giudiziale

 

 

Il procedimento di scioglimento giudiziale può iniziare solo dopo che siano trascorsi tre mesi dalla comunicazione all’Ufficiale di stato civile della volontà di procedere con lo scioglimento dell’unione.

Trascorso detto termine è possibile depositare il ricorso e notificarlo all’altra parte così che il Giudice possa decidere sulle domande proposte.

Lo scioglimento giudiziale potrà essere trasformato in congiunto anche dopo l’inizio della causa, nel caso in cui le parti trovino un accordo. In mancanza la causa procederà come un normale processo civile.
Le parti ed i rispettivi Avvocati vengono convocati dinanzi al Presidente del Tribunale per partecipare personalmente ad una prima udienza. Successivamente il procedimento continua come una causa ordinaria che si conclude con una sentenza.

Rispetto alla procedura congiunta che finisce nel giro di qualche mese dal deposito del ricorso (addirittura poche settimane in caso di negoziazione assistita) stabilire a priori i tempi del procedimento giudiziale è più complicato: il processo può durare anche anni. La tempistica varia anche in base al livello di conflittualità dei partners ed a quante prove devono essere valutate dal Giudice. In molti casi, infatti, può essere necessario non solo citare testimoni ma anche svolgere indagini di polizia tributaria o perizie contabili per approfondire l’effettivo stato patrimoniale delle parti, soprattutto in caso di richiesta di assegno di mantenimento. Le dichiarazioni dei redditi talvolta non sono bastevoli ed il Giudice, soprattutto se è portato a sospettare dell’esistenza di beni, conti o azioni e obbligazioni non dichiarate potrebbe chiedere altri accertamenti.

Per questo, sebbene la soluzione consensuale debba essere sempre preferita, è importante chiedere assistenza legale ad uno Studio che possa non solo consigliare la parte dal punto di vista giuridico ma che possa contare su un team di Professionisti multidisciplinari, che operano su diversi livelli, anche all’estero, al fine di poter avviare indagini approfondite che chiariscano le condizioni economiche delle parti ma, ove sia richiesto, possano dare consulenza sugli aspetti psicologici della rottura del rapporto.

 

 

Scioglimento giudiziale e negoziazione assistita

 

 

Quando una delle due parti vuole procedere senza l’assenso dell’altra può anche ricorrere, singolarmente, ad un Avvocato per fare in modo di avanzare all’altro partner una richiesta di negoziazione assistita (per approfondimenti vai all’articolo Scioglimento dell’unione civile senza andare in Tribunale).

In questo caso la procedura parte “giudizialmente” nel senso che non sussiste alcun accordo tra le parti ma deve consensualizzarsi per poter trovare la propria definizione. In pratica le parti ed i loro Avvocati devono incontrarsi per poter discutere un accordo che vada bene per entrambe. In mancanza deve essere depositato un ricorso in Tribunale.

 

 

Quale documentazione serve per lo scioglimento dell’unione civile

 

 

– certificato di unione civile

–  stato di famiglia di entrambi gli uniti;

– certificato di residenza di entrambe le parti (certificato di stato di famiglia e di residenza possono essere anche contestuali in unico certificato). Alcuni Tribunali accettano anche l’autocertificazione;

– Copia del documento di identità e del codice fiscale degli uniti;

– Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi gli uniti.

A seconda delle questioni che si dovranno trattare potrebbero essere necessari ulteriori documenti per provare lo stato patrimoniale delle parti. A titolo esemplificativo possiamo citare:

– Resoconti spese;

– Eventuale estratti conti correnti italiani o esteri, Estratti conto titoli e documentazione attestante investimenti finanziari, azionari o obbligazionari;

– Polizze assicurative sulla vita o a capitalizzazione;

– Documentazione attestante proprietà immobiliari anche all’estero o di altri beni fruibili (automobili, barche ecc);

– Contratto di lavoro, buste paghe, benefits percepiti dall’azienda.

 

I certificati possono essere depositati in carta libera come prevede l’art. 19 della legge n.74/1987 per uso separazione o divorzio e sono esenti da imposta da bollo eccetto eventuali diritti di segreteria pari a pochi centesimi di Euro. Molti comuni li rilasciano anche on-line e hanno la stessa valenza legale di quelli cartacei. I certificati sono validi sei mesi.


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