Separazione legale: Separazione Consensuale e Separazione Giudiziale

 

La separazione legale (separazione consensuale e separazione giudiziale) coinvolge gli interessi dei coniugi (moglie e marito) e soprattutto il futuro dei figli; per questo è bene affrontare questa scelta con piena consapevolezza.

 

Il capitolo spiega le linee essenziali della separazione consensuale e separazione giudiziale e le varie implicazioni di carattere personale, economico e patrimoniale.

 

 

Che cosa è la separazione legale

 


È il provvedimento con cui il Giudice autorizza i coniugi a vivere separati e stabilisce le condizioni per l’affidamento dei figli minori, l’assegnazione della casa familiare e l’eventuale pagamento di un assegno di mantenimento da parte di un coniuge in favore dell’altro e dei figli.

 

 

Quanti tipi di separazione legale esistono

 


La separazione consensuale (ordinaria o a seguito di negoziazione assistita), quella giudiziale e il procedimento dinanzi all’Ufficiale di Stato civile.

 

 

Quale differenza c’è fra separazione consensuale e separazione giudiziale

 


Nella separazione consensuale i coniugi sono d’accordo su come regolare i loro rapporti e chiedono che il Tribunale prenda atto della loro volontà; nella giudiziale, invece, questo accordo non c’è ed è il Tribunale che decide, dopo gli opportuni accertamenti, le condizioni della separazione.

 

Per il procedimento di negoziazione assistita o dinanzi all’Ufficiale di Stato civile clicca qui.

 

 

È possibile nella separazione consensuale inserire altre clausole, oltre a quelle riguardanti l’affidamento dei figli, della casa e il mantenimento

 


Sì, è possibile regolamentare con l’accordo ogni altro aspetto della separazione, tra cui anche la divisione dei beni comuni e il trasferimento della loro proprietà.

 

 

Come si svolge il procedimento di separazione consensuale

 


Dopo aver raggiunto l’accordo sui loro futuri rapporti, i coniugi presentano un ricorso al Presidente del Tribunale e i certificati richiesti.

Verrà fissata una udienza nella quale dovranno confermare la loro volontà. Il verbale di separazione sarà omologato dal Tribunale. Il procedimento di separazione consensuale dura pochi mesi.

 

 

Nella separazione consensuale è necessaria l’assistenza legale

 


Non è obbligatoria ma è consigliabile
, soprattutto per tutelare gli interessi del coniuge più debole.

 

 

In quali casi si può chiedere la separazione giudiziale

 


Quando la convivenza è divenuta intollerabile ed è dannosa alla educazione dei figli.

 

Ciascun coniuge può anche chiedere che la separazione sia addebitata all’altro per violazione dei doveri che derivano dal matrimonio, cioè fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia e coabitazione.

 

 

Che cosa comporta la dichiarazione di addebito

 


Il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde il diritto al mantenimento (ma non quello agli alimenti), i diritti sull’eredità del coniuge e quelli sulla sua pensione di riversibilità nel caso in cui non sia beneficiario di un assegno alimentare.

 

 

Quale è la differenza tra assegno di mantenimento e assegno alimentare

 


Il mantenimento deve essere adeguato alla vita precedente alla separazione; gli alimenti vengono versati solo se il coniuge si trova in stato di bisogno e non possono eccedere lo stretto indispensabile.

 

 

È lecito abbandonare la casa familiare, senza aver fatto la separazione legale

 


No, perché fra gli obblighi del matrimonio c’è quello della coabitazione. Nella realtà, comunque, molte separazioni cominciano senza essere regolarizzate e la separazione legale avviene in seguito.

 

 

Come si svolge il procedimento di separazione giudiziale

 


Il coniuge che prende l’iniziativa deve rivolgersi a un avvocato, che presenta il ricorso di separazione.

Il Presidente del Tribunale convoca i coniugi tenta una conciliazione e pronuncia i provvedimenti provvisori, destinati a durare fino alla sentenza.

La causa, a questo punto, passa al Giudice istruttore che compie gli accertamenti necessari e riferisce al Tribunale che emetterà la sentenza di separazione. Il procedimento può durare alcuni anni.

 

 

È possibile nella separazione giudiziale chiedere anche la divisione dei beni comuni

 


Si è possibile anche perché la comunione si scioglie nel momento in cui il Presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separati.

 

 

Una volta iniziata la separazione giudiziale, è possibile trasformarla in consensuale

 


Sì, è sempre possibile, ed è quello che frequentemente avviene.

 

 

Con quali criteri si stabilisce l’affidamento dei figli all’uno o all’altro genitore

 


Tenendo esclusivamente conto dell’interesse morale e materiale dei figli il giudice valuta prioritariamente la possibilità di affidarli ad entrambi i genitori nel rispetto del principio di bigenitorialità, facendo si che ciascuno mantenga un rapporto equilibrato con ciascuno dei genitori.

 

In caso di disaccordo fra i genitori decide il Giudice, il quale può nominare un consulente esperto e tenere conto della volontà del minore.

 

 

Come vengono regolati i rapporti fra i figli e il genitore che non ha l’affidamento

 


Nell’atto di separazione, solo nel caso in cui il Giudice ritenga che l’affidamento ad entrambi i genitori sia contrario all’interesse del minore, si definiscono gli incontri e le vacanze con l’altro genitore ma il genitore perde l’esercizio della responsabilità genitoriale, salvo diverso provvedimento del Giudice.

 

 

Quale è il ruolo del genitore a cui è stato affidato il figlio

 


Il genitore affidatario esercita da solo la responsabilità genitoriale salvo per quanto concerne le decisioni di maggiore interesse per i figli e se, su accordo o su ordine del Giudice, sia disposto l’esercizio da parte di entrambi i genitori.

 

 

Che cosa deve fare chi esercita la responsabilità genitoriale sul figlio

 


Deve prendere le decisioni relative alla vita, all’educazione, alla salute e agli studi del figlio.

 

Nel caso residuale di esercizio esclusivo di un genitore, l’altro ha però il diritto e dovere di vigilare, ed eventualmente ricorrere al Giudice se ritiene che sia stato violato l’interesse del minore.

 

 

A chi, e con quale criterio, viene assegnata la casa familiare

 


La casa familiare viene assegnata di preferenza al genitore presso il quale vengono collocati prevalentemente i figli, anche se è di proprietà comune o dell’altro coniuge o di terzi.

 

Se la casa è in affitto, il contratto viene trasferito a nome del coniuge che vi rimane ad abitare.

 

Se non ci sono figli, la casa resta al coniuge che ne è proprietario o titolare del contratto di locazione, anche se è facoltà del giudice valutare l’eventuale assegnazione ad uno dei coniugi nell’ambito della regolamentazione dei rapporti patrimoniali; se la casa è dei due coniugi, essi stessi o il Giudice decidono a chi assegnarla, salvo dividerla se è possibile, oppure venderla su accordo delle parti.

 

 

In quali casi viene stabilito un assegno di mantenimento in favore di uno dei coniugi

 


Quando uno dei due coniugi non ha mezzi sufficienti per attendere alle proprie esigenze o non può soddisfarle per motivi a lui non imputabili e se prova una forte disparità rispetto al la convivenza matrimoniale.

 

 

Con quale criterio si stabilisce l’importo dell’assegno di mantenimento

 


In base alla situazione patrimoniale e reddituale dei coniugi e al reddito del coniuge eventualmente tenuto a versarlo, valutando contributo del coniuge richiedente all’unione matrimoniale e durata del matrimonio.

 

 

Che cosa prevede la legge per il mantenimento dei figli

 


Entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento
, educazione e istruzione dei figli.

 

In caso di necessità il giudice stabilisce la corresponsione di un assegno, al fine di realizzare il principio di proporzionalità, determinato in base ai rispettivi redditi, alle esigenze dei figli, al tenore di vita precedentemente goduto ed alla valenza economica dei compiti assunti da ciascun genitore.

 

Si può prevedere, oltre all’assegno mensile, un contributo alle spese di istruzione, mediche e straordinarie.

 

 

Che cosa va tenuto presente quando si determina l’assegno di mantenimento

 


Bisogna prevedere l’adeguamento automatico dell’assegno al costo della vita secondo gli indici ISTAT, e tenere presente che l’assegno per il coniuge è gravato da imposta IRPEF, mentre quello per i figli non deve essere dichiarato nella denuncia dei redditi.

 

 

Sono previste garanzie per l’adempimento dei pagamenti

 


Sì, con la sentenza di separazione giudiziale o con la consensuale omologata si può iscrivere un’ipoteca giudiziale sui beni immobili del coniuge che deve provvedere al pagamento dell’assegno di mantenimento, in maniera che se egli non provvederà, il coniuge creditore potrà rivalersi sui suoi beni, anche se questi sono stati venduti.

 

Si può anche trascrivere sui registri immobiliari l’assegnazione della casa familiare se è di proprietà dell’altro coniuge. A seguito di ciò l’eventuale compratore dovrà rispettare la destinazione dell’immobile.

 

 

Quanto costa iscrivere un’ipoteca giudiziale o trascrivere l’assegnazione della casa

 


Il trasferimento di beni immobili fatto in adempimento di una sentenza è esente da imposta di registro e da ogni altr tributo (Corte Costituzionale 10 maggio 1999, n.154, la quale ha pronunciato l’illegittimità parziale dell’art.19 della legge 6 marzo 1987, n.74. Vedere al proposito la Circolare del Ministero delle Finanze n. 49/E del 16/3/2000) .

 

 

L’assegno per i figli fino a quando deve essere versato

 


Anche dopo che il figlio è divenuto maggiorenne, fino a quando non ha raggiunto l’indipendenza economica, a condizione che stia studiando o ricerchi attivamente un lavoro.

 

 

In caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, che cosa si può fare

 


Si può procedere con azioni esecutive al recupero del credito, pignorando immobili, mobili, depositi bancari, stipendio o pensione.

 

Inoltre il Giudice può imporre il pagamento dell’assegno a carico del datore di lavoro del coniuge obbligato e disporre il sequestro dei suoi beni.

 

Se vi sono figli minori, il Giudice tutelare può ritirare il passaporto del genitore inadempiente.

 

Se il mancato pagamento dell’assegno compromette il sostentamento del coniuge o dei figli, ricorre il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

 

 

Se un genitore trattiene i figli minori in contrasto con la decisione del Giudice, che cosa si può fare

 


Ci si può rivolgere al Giudice tutelare chiedendo l’attuazione del provvedimento di separazione. Il fatto può anche costituire reato punibile con la reclusione fino a 3 anni o con una multa.

 

 

È possibile cambiare le condizioni della separazione, una volta stabilite

 


Sì è possibile: per quanto riguarda l’affidamento dei figli minori, ciascuno dei coniugi può rivolgersi al Tribunale per chiedere la modifica delle condizioni nel loro interesse.

 

Per quanto riguarda le altre questioni, la richiesta è ammessa solo se sono sopravvenuti giustificati motivi.

 

 

Se dopo la separazione i coniugi si riconciliano, che cosa avviene

 


Se i coniugi ritornano a vivere insieme per un periodo significativo, oppure fanno una dichiarazione di riconciliazione che viene allegata agli atti della separazione, quest’ultima decade automaticamente.

Per quanto riguarda il regime di comunione dei beni cessato al memento della separazione, se i coniugi vogliono ripristinarlo devono fare un’apposita dichiarazione mediante atto notarile.

 

 

Chi è separato legalmente può risposarsi

 


No, deve prima divorziare (vedere l’articolo DIVORZIO).

 

 

In quale responsabilità incorre il coniuge che si appropria dei mobili e arredi contenuti nella casa assegnata all’altro coniuge nel giudizio di separazione?

 

Il comportamento costituisce reato di appropriazione indebita perseguibile a querela di parte soltanto se i coniugi sono già separati legalmente con verbale di separazione consensuale omologato o sentenza passata in giudicato.

 

Vedere anche SEPARAZIONE GIUDIZIALE e Legge 8 febbraio 2006, n. 54, di Riforma Diritto di Famiglia.