11 Ottobre, 2017

Le ipotesi in cui è necessario rivolgersi al CoReCom: i casi in cui esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione per risolvere i problemi

I problemi che si possono riscontrare con una linea telefonica fissa, fax, mobile e adsl sono molteplici e risulta difficile stilare una precisa casistica di tutto quanto possa accadere nel corso del contratto, ma con il tentativo obbligatorio di conciliazione al CoReCom è possibile risolvere molti disguidi.

 

I casi più frequenti risultano essere:

 

– telefono non funzionate;
– interruzione o sospensione della linea telefonica, fax, pos, internet;
– perdita di numerazione telefonica, fax, pos, internet;
– fornitura a singhiozzo del servizio telefonico, fax, pos, internet;
– ritardo nella fornitura del servizio telefonico, fax, pos, internet: nel caso in cui venga attivata una nuova linea telefonica, l’operatore deve rispettare i termini previsti dal contratto;
– problemi di migrazione del numero: l’utente ha la possibilità di mantenere il suo numero di telefono anche se cambia l’operatore che eroga il servizio. L’Agcom ha previsto dei termini, che vengono riportati dalle condizioni generali dei singoli operatori, che devono essere rispettati dai gestori nel cambio di operatore e mantenimento del numero;
– spese ingiustificate per il cambio operatore: nel momento in cui il cliente cambia il gestore telefonico non esistono costi per il passaggio, salvo quelli espressamente richiamati all’interno del contratto;
– trasloco del numero fisso: l’utente può trasferire la propria numerazione da un luogo ad un altro, con lo stesso operatore. Il contratto prevede sempre dei termini che devono essere rispettati.
– insoluti: il cliente riceve richieste di pagamento nonostante abbia sempre pagato regolarmente;
– linea adsl non funzionate;
– scarsa velocità della connessione internet: la linea internet non è così veloce come prospettato nel contratto o continuamente si interrompe la navigazione;
– attivazione di servizio non richiesto: l’utente senza aver dato il proprio consenso riceve servizi a pagamento di cui non ha mai chiesto l’attivazione;
– illegittimi addebiti automatici in conto: l’utente ha ricevuto chiamate da numeri come 899 o sms interattivi o altri servizi a pagamento come applicazioni mobili che hanno consumato il credito;
– mancata copertura di rete;
– mancata risposta ai reclami: l’operatore è obbligato a rispondere ai reclami formali degli utenti;
– guasti e disservizi vari: telefono a singhiozzo, mancata ricezione di chiamate da un operatore specifico, ecc.;
– difformità del piano tariffario da quello concordato con l’agente;
– costi per traffico in roaming internazionale: non esistono tariffe maggiorate per l’uso del telefono, l’invio di messaggi e la navigazione in un paese differente da quello di residenza;
– mancata restituzione del credito residuo: nel momento in cui si recede da una Sim ricaricabile o si passa ad un nuovo operatore il credito rimanente nella Sim deve essere restituito o al massimo trasferito nella nuova Sim del nuovo gestore;
– mancato o errato inserimento nell’elenco telefonico;
– fatturazione successiva alla risoluzione o al recesso dal contratto;
– costi e penali per recesso anticipato: la possibilità di passare da un operatore telefonico all’altro è permessa dalla Legge Bersani n. 40/2007 che, per agevolare la concorrenza nelle telecomunicazioni, ha eliminato le penali in caso di recesso anticipato dai contratti con i gestori telefonici;
– disturbi telefonici: salvo che l’utente abbia dato la propria disponibilità, non è permesso ai gestori telefonici di chiamare per proporre nuovi contratti.

 

In tutti questi casi è possibile richiedere all’operatore, durante il tentativo di conciliazione obbligatorio al CoReCom, rimborsi o indennizzi come previsti dal contratto.


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