22 Agosto, 2017

La sottrazione internazionale di figli minori | Avvocato italiano di diritto di famiglia

 

La sottrazione dei minori è diventato un gravissimo strumento che alcuni genitori utilizzano per risolvere i contrasti esistenti sui figli contesi. Se la madre o il padre portano il figlio all’estero la situazione sviluppa un profilo internazionale che la rende potenzialmente molto più problematica. Per questo motivo è opportuno rivolgersi ad un avvocato italiano che abbia un’approfondita conoscenza del diritto di famiglia, anche internazionale, e delle convenzioni e regolamenti internazionali.

Spesso la sottrazione di minori si verifica nell’ambito di una crisi matrimoniale (sia durante che dopo il procedimento di separazione o divorzio) o, comunque, da parte del genitore (anche non sposato) che teme di non ottenere l’affidamento del figlio o che ritiene fortemente limitato il proprio diritto di visita. Portare i minori all’estero, generalmente nello Stato di origine di cui si è cittadini, viene visto come un mezzo per ottenere maggiore tutela da parte dei Tribunali locali.

 

In quali casi, ad esempio, si verifica un episodio di sottrazione internazionale dei minori:

 

– quando un minore che vive in Italia viene portato in un Paese straniero senza autorizzazione;

 

– quanto un minore che vive in qualsiasi Paese estero viene portato in Italia senza autorizzazione;

 

– quando un minore che vive in qualsiasi Paese estero viene portato in un altro Stato estero senza autorizzazione.

È importante precisare che per individuare l’applicabilità della disciplina sulla sottrazione dei minori non rileva la cittadinanza del bambino e neppure dei suoi genitori essendo prevalente il criterio della residenza abituale, cioè il luogo in cui il bambino vive abitualmente ed ha gli affetti.

 

Cosa si intende per sottrazione internazionale dei minori

 

La sottrazione internazionale dei minori si verifica quando un bambino che abita abitualmente in un Paese:

 

  • viene portato in un altro Stato senza il consenso dell’altro genitore, o della persona, che esercita la responsabilità genitoriale su di lui (ad esempio un parente o il tutore, laddove il minore non avesse più i genitori);

 

  • non viene riportato nel Paese di residenza abituale oltre il periodo autorizzato, senza il consenso del genitore o della persona che esercita la responsabilità genitoriale su di lui

 

Possiamo fare un esempio. Due bambini vivono in Italia con la mamma italiana, separata dal papà danese, e sono affidati ad entrambi. Il papà, con il consenso della mamma, porta i figli in Danimarca per una vacanza dai nonni di due settimane. Al termine del periodo concordato si rifiuta di riportare a casa i minori nonostante le insistenti richieste della madre. Questa azione con la quale il papà trattiene i figli in Danimarca è parificata alla sottrazione dei minori e viene disciplinata nel medesimo modo. Similmente se il papà portasse, senza il consenso della mamma, i bambini in Svezia e li trattenesse in modo illecito si verificherebbe una sottrazione internazionale di minori.

 

Quali sono le normative applicabili in tema di sottrazione internazionale di minori

 

Per proteggere i bambini da un illecito trasferimento all’estero sono state stipulate importanti convenzioni internazionali che permettono di avere una regolamentazione uniforme in tutti gli Stati aderenti. La convenzione più importante per quanto riguarda gli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori è la Convenzione de L’Aja del 25 ottobre 1980, ratificata e resa esecutiva in Italia con la Legge del 15 gennaio 1994, n. 64. Le disposizioni della Convenzione sono applicabili se il bambino sottratto è residente abitualmente in uno Stato contraente mentre non sono applicabili se il minore ha più di sedici anni.

 

Le norme della Convenzione de L’Aja intervengono per raggiungere due scopi principali: provvedere all’immediata restituzione del minore e tentare una conciliazione tra i genitori che garantisca l’esercizio dei diritti e doveri dei genitori.

La Convenzione de L’Aja negli Stati che l’hanno firmata o vi hanno aderito. Ciò significa che se il minore viene portato in uno Stato estero che non ha ratificato la Convenzione, per individuare la procedura da seguire bisogna verificare se esiste una convenzione bilaterale con l’Italia o con lo Stato di residenza.

 

Quali paesi hanno aderito alla Convenzione de L’Aja

 

Da fonti del Ministero della Giustizia i principali stati aderenti alla Convenzione sono Albania, Danimarca, Marocco, Serbia, Andorra, Ecuador, Mauritius, Seychelles, Argentina, El Salvador, Messico, Singapore, Armenia      , Estonia, Monaco, Slovacchia, Australia, Fiji, Montenegro, Slovenia, Austria        , Finlandia, Nicaragua           , Spagna, Bahamas, Francia, Norvegia, Sri Lanka, Bielorussia, Georgia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Belize, Giappone, Panama, Svizzera, Bosnia Erzegovina, Grecia, Paraguay, Thailandia, Brasile, Guatemala, Giamaica, Perù, Trinidad e Tobago, Bulgaria, Honduras, Polonia, Turchia, Burkina Faso, Irlanda, Portogallo, Turkmenistan, Canada, Islanda, Regno Unito, Ucraina, Cile, Israele, Repubblica Ceca, Ungheria, Cina  (solo Hong Kong e Macao), Lettonia, Repubblica Dominicana, Uruguay ì, Cipro, Lituania, Repubblica di Moldova, U.S.A., Colombia, Lussemburgo, Romania, Uzbekistan, Costa Rica, Macedonia, San Marino, Venezuela, Croazia, Malta, Saint Kitts e Nevis, Zimbabwe.

Per un elenco aggiornato è sempre opportuno consultare il sito della Conferenza de L’Aja.

 

Lo Studio legale Marzorati è specializzato in diritto di famiglia, anche internazionale, ed i suoi avvocati si occupano di tutela dei figli e della famiglia. Rivolgersi tempestivamente ad un Avvocato italiano specializzato, quando si verifica un caso di sottrazione di minori, è essenziale per attivare al più presto i canali di localizzazione del bambino e le Autorità competenti a pronunciarsi sul rientro. Per seguire i Clienti in tutta Italia ed all’estero ha anche sviluppato una vasta rete di relazioni con professionisti qualificati.


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