27 luglio, 2016

AFFIDAMENTO E ADOZIONE

In questo articolo sono trattati i problemi inerenti l’affidamento, l’adozione e l’assistenza ai minori.

  • Quando una famiglia, a causa di gravi difficoltà transitorie, non è in grado di assicurare al figlio minorenne l’assistenza morale e materiale, come si interviene?
    Su intervento del servizio sociale locale e del giudice tutelare, se i genitori sono d’accordo, oppure con provvedimento del Tribunale per i Minorenni, il minore viene dato in affidamento.
  • Che cosa è l’affidamento?
    È una misura temporanea di protezione del minore, al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione.
  • A chi viene dato in affidamento il minore?
    A un’altra famiglia, possibilmente con figli minori, a una persona singola o a una comunità di tipo familiare.
  • È possibile il collocamento di un minore in Istituto?
    Si, lo stabilisce il Tribunale per i Minorenni quando non è possibile l’affidamento familiare. Il collocamento temporaneo del figlio in Istituto può avvenire inoltre da parte dei genitori.
  • Quali sono i compiti di chi ha un minore in affidamento?
    Deve accoglierlo presso di sé, mantenerlo, istruirlo ed educarlo, tenendo conto delle indicazioni dei genitori, sotto la vigilanza del servizio sociale locale.
  • Quanto dura l’affidamento?
    Se non è revocato per esito insoddisfacente, l’affidamento ha termine quando il minore può essere reinserito nella propria famiglia.
  • Quali rapporti ci sono tra l’affidatario e i genitori del minorenne?
    I genitori devono continuare ad assolvere i loro compiti educativi e di sostegno affettivo nei confronti del figlio affidato.
    L’affidatario deve facilitare i rapporti tra il minore e i genitori, collaborando al suo reinserimento nella famiglia di origine.
  • L’affidatario ha diritto di assentarsi dal lavoro per assistere il minore?
    Sì, ha diritto ai congedi parentali, cioè a quelle astensioni obbligatorie e facoltative dal lavoro, previste a favore dei genitori per l’assistenza al bambino (vedere capitolo Lavoro).
  • Che cosa occorre fare per avere un minore in affidamento?
    Si dichiara la propria disponibilità al servizio sociale locale, che valuta l’idoneità ad accogliere minori in affidamento.
  • Si può scegliere il minore da avere in affidamento?
    No, la scelta è dell’ufficio competente, salvo che il minore si trovi, per particolari motivi, di fatto già affidato in via non ufficiale; se esistono i presupposti stabiliti dalla legge, l’affidamento può essere concesso.
  • L’affidatario riceve un aiuto economico?
    Sì. Spetta alla Regione disporre interventi di aiuto economico. Il Giudice, inoltre, può stabilire che l’affidatario riceva gli assegni familiari e le eventuali prestazioni previdenziali relative al minore.
  • Che cosa è l’adozione?
    È il provvedimento con il quale il Tribunale per i Minorenni tronca definitivamente il vincolo tra il minore e la sua famiglia di origine e ne costituisce uno nuovo con i genitori adottivi.
  • È possibile adottare un maggiorenne?
    Sì. Le condizioni di adottabilità e le sue conseguenze sono riportate nell’ultima parte di questo capitolo.
  • Quando il minore è dichiarato adottabile?
    Lo dichiara il Tribunale per i Minorenni quando il minore è in stato di abbandono, privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi (nonni, zii, fratelli maggiori) a meno che la privazione sia temporanea e dovuta ad impedimenti di forza maggiore.
  • Il minore che è stato affidato ad un Istituto o in affidamento familiare, può essere dichiarato adottabile?
    Sì, nel caso che la famiglia di origine non mantenga stretti contatti con il bambino e un valido rapporto affettivo ed educativo.
  • Come si svolge il procedimento di adottabilità?
    Il Tribunale per i Minorenni, di propria iniziativa oppure su segnalazione di chiunque sia venuto a conoscenza dello stato di abbandono di un minore, convoca e ascolta genitori e parenti, compie accertamenti sull’ambiente in cui vive il bambino e sulle sue condizioni. Può pronunciare provvedimenti d’urgenza, disporre l’allontanamento del minore da casa, sospendere i suoi rapporti con i genitori e nominare un tutore. Se verifica lo stato di abbandono, il Tribunale dichiara l’adottabilità del minore.
  • I genitori, durante questo procedimento, hanno bisogno di un avvocato?
    Non è necessario, ma è consigliabile, perché sono in gioco questioni molto delicate. Chi non può permettersi un avvocato può chiedere l’assistenza gratuita (vedere articolo Accesso alla giustizia e assistenza legale).
  • Quali diritti hanno i genitori biologici che non hanno riconosciuto il figlio, quando quest’ultimo viene dichiarato adottabile?
    Hanno diritto ad una breve sospensione del procedimento per provvedere al riconoscimento e, successivamente, possono intervenire a tutti gli effetti.
  • Se il genitore non ha compiuto 16 anni e quindi non può riconoscere il figlio che cosa succede?
    Il Tribunale rinvia il procedimento di adozione fino a che il genitore non abbia compiuto 16 anni.
  • In che modo si cerca di modificare la situazione familiare del minore, che è alla base del suo stato di abbandono, per evitare che sia dichiarato adottabile?
    Il servizio sociale locale ha il compito di intervenire in sostegno della famiglia, per aiutarla a superare le cause di forza maggiore che impediscono l’assistenza al minore. Inoltre il Tribunale può stabilire le regole di comportamento alle quali i genitori o i parenti dovranno attenersi nei confronti del minore.
    Sia il rifiuto ingiustificato delle misure di sostegno offerte dal servizio sociale, sia il mancato rispetto delle prescrizioni del Tribunale, influiscono negativamente sulla valutazione della famiglia d’origine.
  • Ci si può opporre alla dichiarazione di adottabilità?
    Sì, entro 30 giorni dalla notificazione del relativo provvedimento. L’assistenza di un avvocato è indispensabile. Chi non è in grado di permettersela può richiedere l’assistenza legale gratuita (vedere articolo Accesso alla giustizia e assistenza legale).
  • Quali requisiti occorrono per adottare un minore?
    Possono aspirare all’adozione i coniugi sposati da almeno 3 anni e non separati neanche di fatto. Il requisito della stabilità del rapporto richiesto dalla Legge può ritenersi realizzato anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, nel caso in cui il Tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto. Essi devono possedere la capacità, l’attitudine e la disponibilità ad allevare, educare e istruire i minori che intendono adottare e devono avere i mezzi economici sufficienti per mantenerli.
  • Esistono anche limiti di età?
    Sì, tra chi vuole adottare e l’adottato deve esserci una differenza di età contenuta fra un minimo di 18 anni e un massimo di 45. Il limite massimo viene applicato con una certa elasticità, tenuto conto dell’interesse del minore da adottare.
  • A chi si presenta la domanda di adozione?
    A un Tribunale per i Minorenni o a più di uno, dandone comunicazione. La domanda non accolta entro 3 anni perde efficacia, ma può essere ripresentata.
  • In che modo il Tribunale accerta l’idoneità della famiglia adottante?
    Il Tribunale, avvalendosi del servizio sociale locale, dispone indagini sulla coppia sotto ogni profilo (condizioni personali, economiche, salute, ambiente, ecc.) e in particolare sui motivi che la spingono ad adottare.
  • Come avviene l’abbinamento tra famiglia e minore?
    Il Tribunale sceglie tra le coppie quella ritenuta più adatta ad accogliere il minore da dare in adozione.
  • Se la domanda di adozione viene accolta, che cosa avviene?
    Il minore viene dato alla famiglia in affidamento preadottivo.
  • Che cosa è l’affidamento preadottivo?
    È un primo periodo di inserimento del minore nella famiglia prescelta, per verificare se l’adozione può avere esito positivo.
  • Quanto può durare?
    Un anno, ma può essere prorogato poi di un altro anno o revocato se sorgono gravi difficoltà di convivenza.
  • Quando diventa definitiva l’adozione?
    Al termine del periodo preadottivo, con dichiarazione del Tribunale.
  • Se durante il periodo di preadozione i due coniugi si separano o uno dei due muore o diventa incapace, il procedimento di adozione continua?
    Sì.
  • La volontà del minore adottato, dopo il periodo di preadozione, influisce sulla decisione definitiva del Tribunale?
    Sì. Prima di pronunciare l’adozione, il Tribunale accerta la volontà del minore riguardo all’adozione definitiva, attribuendo ad essa un peso crescente in relazione alla sua età, fino a chiedere il suo consenso se ha compiuto i 14 anni.
  • Quali sono le conseguenze dell’adozione per il figlio adottato?
    Il figlio adottato assume uno stato in tutto e per tutto pari a quello di figlio nato in costanza di matrimonio dei genitori adottivi, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono, e ne assume il cognome.
    Tutti i diritti e i doveri nei confronti della famiglia di origine cessano, tranne gli impedimenti al matrimonio per vincoli di parentela.
  • Che cosa succede a chi viola le norme sull’adozione?
    La violazione è soggetta a sanzioni penali. In particolare, costituisce reato l’affidamento definitivo del minore a terze persone, l’espatrio non autorizzato di un minore a scopo di adozione all’estero, il commercio di minori e l’intermediazione a scopo di affidamento definitivo a terzi.
  • Il minorenne può restare nella famiglia in cui è stato inserito irregolarmente, se si trova bene e vive in condizioni idonee?
    No. In nessun caso.
  • Un coniuge, sposando una persona che ha un figlio minore, può adottare quest’ultimo?
    Sì, purché realizzi l’interesse del minore.
  • Un minore orfano di entrambi i genitori può essere adottato dai parenti?
    Sì, con l’adozione particolare.
  • Ci sono altri casi di adozione particolare?
    Un minore orfano di tutti e due i genitori può essere adottato da persone legate a lui da intensi legami esistenti da tempo.
  • Quali sono i requisiti per l’adozione nei casi particolari?
    Una differenza di età di almeno 18 anni, mentre non vi sono limiti massimi di età. L’adozione in questo caso è consentita anche a persone non coniugate.
  • Si può adottare un minore straniero?
    Sì. L’adozione internazionale è permessa alle stesse condizioni dell’adozione di minori italiani.
  • Quale è il primo atto da fare?
    La coppia aspirante all’adozione di un minore straniero deve presentare domanda al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza e chiedere la dichiarazione di idoneità. La valutazione dell’idoneità è compiuta con particolare attenzione all’attitudine della coppia ad accogliere un minore straniero.
  • Una volta ottenuta l’idoneità dal Tribunale per i Minorenni, quale è la procedura per l’adozione internazionale?
    La coppia dichiarata idonea deve ottenere, dalla competente autorità del Paese di appartenenza del minore, un provvedimento di adozione o di affidamento a scopo di adozione. Il Consolato italiano del luogo controlla la legittimità del provvedimento. A questo punto il minore straniero può entrare in Italia. Il procedimento prosegue dinanzi al Tribunale per i Minorenni per concludersi con l’adozione, dopo un periodo di affidamento preadottivo.
  • Che cosa occorre fare se nel Paese di origine del minore non è possibile ottenere un provvedimento di adozione o di affidamento?
    I coniugi possono chiedere al Ministero degli Esteri l’autorizzazione per l’ingresso del minore in Italia, dopo aver ottenuto l’autorizzazione all’espatrio del minore a scopo di adozione, concessa dall’autorità del Paese di origine. Una volta che il minore è in Italia, il Tribunale per i Minorenni dispone l’affidamento preadottivo.
  • Chi si occupa del reperimento del minore straniero e delle pratiche nel paese di origine?
    I coniugi direttamente o gli Enti o organismi autorizzati.
  • Quali sono gli effetti dell’adozione per il minore straniero?
    Il figlio adottato assume uno stato in tutto e per tutto pari a quello di di figlio nato in costanza di matrimonio dei genitori adottivi, ne assume il cognome e acquista la cittadinanza italiana.
  • Se il periodo di affidamento preadottivo non ha buon esito, il minore straniero viene rimpatriato?
    No. Dal momento dell’ingresso in Italia si applica al minore la legge italiana. È considerato, pertanto, in stato di abbandono e dato in adozione a un’altra famiglia.
  • Che cosa accade nell’ipotesi di ingresso irregolare di minori stranieri in Italia?
    I minori sono respinti alla frontiera e rimpatriati a spese di chi ha cercato di introdurli clandestinamente in Italia. Ogni ingresso di stranieri minori di 14 anni che appaia sospetto è segnalato al Tribunale per i Minorenni.
  • Quali sono le responsabilità di chi introduce o accoglie illegalmente un minore straniero in Italia?
    Commette reato sia chi introduce il minore a scopo di lucro, perché sia definitivamente affidato a cittadini italiani, sia chi lo accoglie in affidamento definitivo. Le persone condannate per tali reati non possono più avere minori in affidamento o in adozione.
  • Quando e come è possibile l’adozione di maggiorenni?
    L’adozione di maggiorenni, detta anche ordinaria, è permessa a persone singole o a coniugi che abbiano compiuto 35 anni ed abbiano almeno 18 anni più dell’adottando.
    La competenza è del Tribunale Civile che verifica se vi è il consenso di entrambe le parti e se l’adozione conviene all’adottando.
    Per il procedimento è necessaria l’assistenza legale.
  • Quali sono gli effetti dell’adozione di un maggiorenne?
    Il figlio adottivo è equiparato ai figli nati in costanza di matrimonio, anche ai fini della successione, e aggiunge al proprio cognome quello del genitore adottante.
    Conserva però il vincolo con la famiglia di origine con tutti i conseguenti diritti e doveri.

Il presente collegamento è tratto da www.palazzochigi.it