02 Agosto, 2016

RIGETTATI DALLA SUPREMA CORTE VARI RICORSI DI MAGISTRATI RAGGIUNTI DA PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Tra i comportamenti sanzionati: mancanza di equilibrio, improprie dichiarazioni alla stampa, eccessivo zelo indagatorio (Sezioni Unite n.ri 6956, 6957, 6958 e 6959 del 16 luglio 1998, n. 7091 del 20 luglio 1998 e n. 7478 del 30 luglio 1998).

 

Con una serie di decisioni depositate nello scorso luglio, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno respinto vari ricorsi proposti da magistrati contro sanzioni disciplinari loro applicate dal Consiglio Superiore. Tra i comportamenti sanzionati si segnalano:
– Mancanza di equilibrio – Si tratta del presidente di un Tribunale della libertà che, irritato per il ritardo di un componente del Collegio impegnato in un’altra incombenza, ha chiuso l’udienza dopo avere atteso per soli 16 minuti, senza svolgere con la dovuta cura la ricerca di un sostituto, determinando in tal modo la perdita di efficacia dei provvedimenti restrittivi impugnati (Cass. Sez. Un. n. 6956 del 16 luglio 1998, Pres. La Torre, Rel. Cristarella Orestano);
– Omessa comunicazione di notizie utili per un’indagine – Si tratta di un sostituto procuratore della Repubblica che, avendo appreso da una conoscente notizie che potevano essere utili per lo svolgimento delle indagini in corso su una clamorosa vicenda di ripetuti omicidi, ha omesso di comunicarle tempestivamente al titolare dell’inchiesta (Cass. Sez. Un n. 6957 del 16 luglio 1998, Pres. La Torre, Rel. Giannantonio).
– Dichiarazioni alla stampa in merito all’operato di colleghi, con rivelazione del contenuto di intercettazioni telefoniche ancora coperte dal segreto processuale – Si tratta di un Procuratore della Repubblica che, con dichiarazioni riportate da numerosi organi di stampa, ha criticato l’operato di due suoi sostituti per il modo con cui conducevano le inchieste e per la leggerezza con cui richiedevano provvedimenti cautelari, riferendosi al contenuto di intercettazioni telefoniche eseguite nel corso di un’indagine e ancora coperte dal segreto istruttorio (Cass. Sez. Un. n. 6958 del 16 luglio 1998, Pres. Bile, Rel. Cristarella Orestano).
– Assegnazione di incarichi di consulenza a professionista amico di famigliari – Si tratta di un Consigliere di Corte di Appello che ha conferito vari incarichi di consulenza ad un geometra notoriamente legato da rapporti di amicizia e frequentazione con suo padre, oltreché da rapporti di convivenza con sua sorella, suscitando commenti negativi negli ambienti forensi (Cass. Sez. Un . n. 6959 del 16 luglio 1998, Pres. Bile, Rel. Cristarella Orestano).
– Attività didattica retribuita svolta in forma di impresa – Si tratta di due procuratori aggiunti che hanno svolto attività didattica retribuita di preparazione ai concorsi per uditore giudiziario e per esami di procuratore legale. Ai corsi, di durata semestrale, partecipavano circa 200 persone che pagavano una quota di iscrizione di lire 100.000 oltre ad una retta mensile di pari importo (Cass. Sez. Un. n. 7091 del 20 luglio 1998, Pres. La Torre, Rel. Ianniruberto).
– Eccessivo zelo indagatorio manifestatosi con indebite pressioni su persone informate dei fatti allo scopo di indurle a rendere utili per l’accusa – Si tratta di un sostituto procuratore che, per il comportamento tenuto nell’interrogare persone informate dei fatti, sottoponendole ad indebite pressioni, è stato ritenuto responsabile di “eccessivo zelo indagatorio e disinvoltura strategica”, nonché di “cadute di equilibrio e serenità che hanno comportato scarsa considerazione della dignità delle persone interrogate” (Cass. Sez. Un. n. 7478 del 30 luglio 1998, Pres. La Torre, Rel. Ianniruberto).

 

Il presente collegamento è tratto da www.legge-e-giustizia.it


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