27 Luglio, 2016

ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO

L’ annullamento del matrimonio, a differenza del divorzio, cancella il vincolo coniugale come se non fosse mai esistito. Nell’articolo si illustrano le cause e le conseguenze della dichiarazione di nullità matrimoniale.

Annullamento del matrimonio : differenza con il divorzio

L’ annullamento del matrimonio viene dichiarato quando il matrimonio non è mai stato valido dalla sua origine; il divorzio è lo scioglimento di un matrimonio già valido. Se i coniugi si sono sposati solo civilmente, il divorzio scioglie definitivamente il legame.

Se, invece, la coppia si è sposata con rito religioso, il divorzio fa cessare gli effetti civili del matrimonio, mentre restano in vigore le conseguenze del legame religioso.

Quali giudici sono competenti a decidere l’annullamento dei matrimoni civili o religiosi?

Per i matrimoni celebrati con rito civile o con rito religioso diverso dal cattolico, è competente il Tribunale civile, mentre per i matrimoni concordatari, e cioè celebrati in Chiesa e trascritti nei registri di Stato civile, sono competenti sia il Tribunale ecclesiastico sia quello civile.

I motivi che determinano l’annullamento del matrimonio civile o di quello concordatario sono uguali?

No, le motivazioni che portano ai due annullamenti sono diverse e, spesso, non sovrapponibili.

Quali sono i motivi che rendono nullo il matrimonio previsti dal codice civile?

La legge prevede i seguenti casi:

Età: in caso di matrimonio di minori di 16 anni, o di 18 anni senza l’autorizzazione del Tribunale per i Minorenni. La richiesta può essere avanzata da chi non aveva l’età prevista dalla legge entro un anno dal compimento dei 18 anni.

Vincolo di precedente matrimonio: è nullo il matrimonio di chi, all’epoca della celebrazione, era già legato ad altra persona con matrimonio valido agli effetti civili. Il matrimonio religioso non trascritto al Comune non ha effetti civili, mentre li ha il matrimonio celebrato all’estero, anche se non trascritto.

Vincolo di parentela, affinità, adozione tra gli sposi: in questo caso la domanda deve essere proposta non oltre 1 anno dalla celebrazione del matrimonio.

Delitto: può essere dichiarato nullo il matrimonio, se uno degli sposi è condannato per omicidio o tentato omicidio del coniuge dell’altro.

Interdizione: è nullo il matrimonio di chi al tempo della celebrazione era stato dichiarato interdetto per infermità di mente, oppure era infermo di mente anche se la sentenza di interdizione è stata pronunciata successivamente.

Incapacità di intendere e di volere: uno degli sposi può chiedere l’annullamento se prova di essere stato incapace di intendere e di volere per qualsiasi causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio.

Violenza o timore: il matrimonio può essere annullato se il consenso alle nozze è stato ottenuto con violenza fisica o morale, oppure è stato determinato da grave timore causato da fattori esterni. L’annullamento non può essere richiesto se i coniugi hanno coabitato per almeno 1 anno dopo la cessazione della violenza o delle cause che hanno determinato il timore.

Errore: è considerato causa di annullamento non solo l’errore sull’identità dell’altro coniuge, ma anche l’errore essenziale (che abbia cioè determinato il consenso) su qualità personali che riguardino:

 

  1. L’esistenza di una malattia fisica o psichica o di una anomalia o deviazione sessuale, che impediscano lo svolgimento della vita coniugale;
  2. L’esistenza di una sentenza di condanna per delitto non colposo (cioè cosciente e volontario) alla reclusione non inferiore a 5 anni;
  3. La dichiarazione di delinquenza abituale o professionale;
  4. La condanna a una pena non inferiore ai 2 anni per reati che riguardano la prostituzione;
  5. Il fatto che la donna aspetti un figlio da un’altra persona. Se la gravidanza è stata portata a termine deve essere fatto il disconoscimento di paternità (vedere capitolo Genitori e figli).

 

Simulazione: i coniugi possono richiedere l’annullamento se al momento della celebrazione del matrimonio erano d’accordo di non adempiere ai doveri coniugali.

Quando è possibile chiedere l’annullamento civile del matrimonio?

Tendenzialmente la domanda di annullamento deve proporsi entro un anno dal giorno della celebrazione o entro un anno dalla scoperta della causa per cui si chiede l’annullamento.

Nei casi relativi all’errore o alla violenza o alla simulazione, per esempio, rileva se i coniugi abbiano vissuto o meno insieme: l’annullamento non può aver luogo se i coniugi hanno abitato insieme per 1 anno dopo che è stato scoperto l’errore.

In quanto tempo si ottiene l’annullamento civile e quanto costa

Per annullare il matrimonio civile deve instaurarsi un procedimento ordinario dinanzi al Tribunale competente per territorio, per cui i tempi possono essere abbastanza lunghi (anche se meno rispetto ad un divorzio contenzioso).

Se le parti non sono d’accordo e devono essere esperite perizie o ammessi svariati mezzi di prova, possono passare anche 18 mesi o un paio anni.

Il costo della procedura varia dall’accordo raggiunto con il proprio legale, dato che a parte il costo dei bolli per il Tribunale (che è fisso) la parte variabile riguarda gli onorari dell’Avvocato.

Tendenzialmente si può arrivare a preventivi anche vicini ai 5’000, 00 euro soprattutto se sono cause nelle quali dovrà essere fatta molta attività istruttoria.

Motivi che rendono nullo il matrimonio canonico (cioè celebrato in Chiesa)

I motivi che rendono nullo il matrimonio canonico sono:

– la mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi o di entrambi al matrimonio, compresa la riserva mentale e la simulazione;

– il fatto che uno dei coniugi escluda una delle finalità essenziali del matrimonio religioso, che sono la procreazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del vincolo matrimoniale;

l’errore sulla persona del coniuge;

– la violenza fisica o il timore;

– l’impotenza al rapporto sessuale dell’uomo o della donna;

– la sussistenza di un precedente matrimonio non annullato;

– la differenza di credo religioso tra le parti;

– il rapimento a scopo matrimoniale;

– la parentela o la consanguineità tra gli sposi;

– il fatto che il matrimonio non sia stato consumato, cioè che i due coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo. In questo caso non si tratta di vera nullità matrimoniale, ma di una speciale «dispensa» del Pontefice.

 

In quanto tempo si ottiene l’annullamento civile e quanto costa

Dopo che una parte, o entrambi gli sposi, si sono rivolti alla Sacra Rota competente per territorio, la decisione deve essere emessa tendenzialmente entro un anno.

Il costo, dopo le riduzioni introdotte da Papa Francesco, è contenuto rispetto ad anni fa.

Devono essere versati 525,00 a carico di chi chiede l’annullamento e 263,00 a carico dell’altra parte, poi devono essere pagati gli onorari del patrono rotale(ossia un Avvocato abilitato ad esercitare dinanzi alla Sacra Rota), i cui onorari arrivano ad un massimo di Euro 2’992,00 oltre accessori.

Se una delle parti riesce a dimostrare di non essere in grado di versare il contributo fisso predeterminato, però, c’è la possibilità di procedere gratuitamente.

Qual è la procedura per ottenere l’annullamento canonico

Le parti congiuntamente o solo un coniuge devono presentare il libello al Tribunale competente per territorio (ossia la richiesta).

Il Vicario giudiziale, dopo aver ricevuto la richiesta, designa il Collegio composto da tre Giudici che dovranno analizzare tutti gli elementi di prova.

Se la richiesta è ritenuta valida il matrimonio viene annullato.

 Quando il matrimonio viene annullato dal Tribunale ecclesiastico, la sentenza ha lo stesso effetto di quella pronunciata dall’autorità giudiziaria civile?

L’effetto della pronuncia del Tribunale ecclesiastico deve essere richiesto con apposita procedura di riconoscimento della sentenza nello Stato italiano.

Quali sono gli effetti dell’annullamento del matrimonio civile?

Se entrambi gli sposi erano in buona fede (cioè non conoscevano l’esistenza dei fatti in questione) oppure hanno prestato il consenso per violenza o timore, il loro matrimonio si considera valido a tutti gli effetti fino alla sentenza di annullamento.

Con l’annullamento del matrimonio si perde la «qualità» di coniuge; la moglie riacquista l’uso esclusivo del cognome di nascita e i coniugi perdono i rispettivi diritti alla successione ereditaria e alla pensione di riversibilità.

Si può chiedere l’annullamento religioso anche dopo un divorzio passato in giudicato?

Si,se sussiste una delle cause previste dalla Sacra Rota si può procedere anche se, civilmente, è stato già dichiarato il divorzio.

Dopo l’annullamento del matrimonio civile, come vengono regolati i apporti economici fra gli ex coniugi?

Se entrambi i coniugi erano in buona fede al momento del matrimonio, il Giudice può stabilire che uno di essi versi periodicamente un assegno di mantenimento in denaro all’altro coniuge, se questo non ha mezzi sufficienti al proprio mantenimento.

Il sostegno economico è determinato in proporzione alle sostanze di chi deve versarlo, non può durare più di 3 anni e termina se chi lo percepisce passa a nuove nozze.

Se il responsabile della causa di nullità è un solo coniuge ed era in mala fede, questo è tenuto a versare all’altro un’indennità, anche in mancanza di prove sul danno sofferto.

L’indennità non dove essere inferiore ad una somma che possa permettere il mantenimento per 3 anni.

Inoltre, il coniuge in mala fede è tenuto a versare gli alimenti all’altro, a tempo illimitato, se questo si trova in stato di bisogno e non ha altri parenti obbligati a provvedere al suo sostentamento.

Quali sono le conseguenze dell’annullamento del matrimonio rispetto ai figli

I figli nati, concepiti, riconosciuti e adottati durante un matrimonio dichiarato nullo non subiscono alcuna modifica nella loro situazione giuridica: mantengono cioè tutti i diritti e tutti i doveri nei confronti dei due genitori, sia rispetto al passato che al futuro.

L’affidamento dei figli minori, così come il contributo di ciascun genitore al loro mantenimento, educazione e istruzione, possono essere stabiliti d’accordo fra i genitori, o ricorrendo al Giudice.

 

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