28 Luglio, 2016

La storia del San Gottardo – Dal Ponte del Diavolo ad Alptransit

foto tratte dal sito della Scuola media di Breganzona TI

Indice:
1. Il Ponte del Diavolo
2. La Buca d’Uri
3. Animali da soma nel XVIII secolo
4. La Tremola
5. La diligenza
6. La Gotthardbahn
7. L’elettrificazione della linea
8. L’autopostale
9. La nuova strada del passo
10. Il tunnel autostradale

1. Nel XIII secolo nasce la “Twerrenbrücke” per superare le gole della Schöllenen, sostituita poi dal vecchio e dal nuovo Ponte del Diavolo (1830), qui attraversato dalla diligenza.
Diavolo

2. Nel 1707-1708 viene aperta al transito la “Buca d’Uri” tra Göschenen e Andermatt, qui in un quadro del 1790
bucaduri

3. Raffigurazione del passaggio sulla mulattiera con gli animali da soma sul passo del San Gottardo nel XVIII secolo, durante la stagione invernale.
inverno

4. 1830: apertura della strada carrozzabile, qui sul versante ticinese: la vecchia Tremola, una vera e propria concentrazione di pericoli, in una fotografia scattata nel 1930.
tremola

5. Con la carrozzabile, viene anche inaugurato il servizio di diligenza del San Gottardo, qui raffigurata all’uscita dal villaggio di Hospenthal nel 1843.
diligenza

6. Il 1º giugno 1882, viene aperta la galleria ferroviaria: qui il treno inaugurale.
gotthardbahn

7. Tra il 1919 ed il 1924, avviene l’elettrificazione della linea ferroviaria che è ancora oggi quella di allora. Nell’immagine una locomotiva Be 4/6 del 1920.
elettro

8. Nel 1926 l’autopostale prende il posto dell’ormai vetusta diligenza…
autopostale

9. 1970: rimodernamento del tracciato del passo del San Gottardo con l’apertura della nuova strada che si affianca alla Tremola.
nuovastrada

10. Il 5 settembre 1980 si inaugura il traforo autostradale.
tunnel

11. AlpTransit: per ora è un’immagine virtuale del grande salto di qualità che è previsto per la ferrovia che tornerà ad essere competitiva con l’automobile, forse dal 2010.
neat

Il Passo del San Gotttardo ( in Inglese Saint Gotthard, francese Saint-Gothard, tedesco Sankt Gotthard ) è un elevato valico alpino svizzero che mette in comunicazione Airolo nel Canton Ticino e Andermatt nel cantone Uri; in senso lato costituisce un collegamento tra la parte settentrionale della Svizzera, di lingua tedesca, e la parte italiana della confederazione, aprendosi sulla strada che porta a Milano. Sebbene la via fosse conosciuta sin dalla più remota antichità, iniziò ad essere praticata solo dal XIII secolo. Il principale ostacolo lungo il percorso era costituito dalla Schöllenen Gorge, una stretta ed impervia gola scavata dal fiume Reuss sopra Andermatt, solitamente travolta dalle nevi sino nella bella stagione inoltrata. Secondo le tradizioni orali dei paesi limitrofi, questo punto cruciale causava diversi decessi ogni anno, nel tentativo di raggiungere la sommità del San Gottardo. Il ponte che venne edificato sul Reuss venne denominato “Ponte del Diavolo” in quanto, narrano le leggende, pare essere stato costruito dal Demonio in persona! Il viadotto aprì la possibilità di seguire il corso del Reuss sino alle sue sorgenti e di salire sul colle sovrastante; esattamente sullo spartiacque continentale tra il Reno che scorre verso il Mare del Nord e il Po che si tuffa nel Mediterraneo. Il passo vide effettuarsi solo spostamenti a piedi o tramite animali da soma sino al 1775, quando la prima carrozza riuscì a compiere il percorso su di una strada notevolmente migliorata. Già dal 1236 il valico fu dedicato al bavarese San Gottardo di Hildersheim.
Nel 1882 venne inaugurato un tunnel ferroviario lungo 15km che passa al di sotto del massiccio, per la realizzazione del quale si sacrificarono 177 vite degli operai impiegati nell’opera; nel 1980 venne aperta un’altra galleria, questa volta stradale, lunga 17km al costo, anch’esso impressionante di 53 morti. Al momento è in costruzione un secondo tunnel ferroviario, la “Galleria di Base del San Gottardo”: quando sarà ultimata diverrà la galleria più lunga del mondo e misurerà 57km. Quest’ultimo tunnel in combinazione con altri due, più corti, nei pressi di Zurigo e Lugano ridurrà di un’ora il tempo impiegato per percorrere il tratto Milano-Zurigo (attualmente 3h e 40min).
STORIA
In epoca Romana, pur essendo il percorso attraverso il San Gottardo il più breve per superare le Alpi, furono altre le vie preferite per muoversi verso nord dalla Lombardia. I valichi del Settimo e del Lucomagno erano molto più adatti al trasporto di merci soprattutto in quanto dotate di una strada carrabile, mentre il Gottardo poteva essere superato solo a piedi o con animali da soma; considerando che un mulo poteva trasportare circa un terzo della merce di un carro risulta chiaro come il Settimo e Lucomagno potessero essere preferiti nonostante costringessero i passanti a percorrere una lunghezza quasi doppia. Inoltre la via del Gottardo presentava degli ostacoli notevoli sia sul versante italiano, in Leventina, che su quello svizzero con la già citata gola di Schöllenen. Nel XII sec. i Walser valicando il Passo della Furka giunsero in vall’Orsera, una piccola vallata a monte dell’impervia gola e con le loro tecniche, avanzatissime per il tempo, edificarono il Ponte del Diavolo sul Reuss, nonché una passerella di una sessantina di metri sospesa sulla viva roccia che apriva l’accesso al ponte. Con queste realizzazioni il passo assunse un’importanza europea e divenne determinante per le popolazioni dei due versanti. A metà del XIII sec. il passo compare nel Annales Stradenses, una sorta di guida per i pellegrini che dal nord Europa intendono raggiungere Roma ed in quegli anni, più precisamente nel 1230, vengono edificati una cappella dedicata a San Gottardo ed un ospizio: il quarto. A questo punto il valico era dotato di un’adeguata rete di assistenza ai viandanti. Le vallate a meridione avevano ottenuto la totale libertà dai signori locali, sancita dal Patto di Torre del 1182: le comunità di Blenio e Leventina si allearono ed ammisero come unica autorità quella della Chiesa. Le comunità a nord del passo, invece, riuscirono ad ottenere la libertà dai vincoli con gli Asburgo, ponendosi sotto la diretta giurisdizione imperiale, grazie al denaro ricavato dai traffici lungo il Gottardo. In questa situazione le popolazioni locali detenevano l’effettivo controllo sul valico; ciò costituiva una grande fonte di ricchezza, ma anche un notevole dispendio di risorse per mantenere agibile la strada in tutte le stagioni. A nord si andò formando la Lega Svizzera che dal 1439 al 1803 riuscì a dominare anche la Leventina, sotto controllo del cantone Uri, e quindi del lato italiano del Gottardo. In quel tempo il colle era denominato La via delle genti delineando bene quale fosse la sua funzione: un percorso molto comodo per le persone, ma non per le merci. Secondo dei dati giunti ai giorni nostri e che coprono il periodo tra il 1498 ed il 1502 transitavano sul San Gottardo 170 tonnellate di merci annue, mentre attraverso il Brennero si era già a 4500t. Nel 1708 si ebbe un sostanziale miglioramento allorché venne costruita una galleria di 60m presso la gole di Schöllenenche facilitava di molto l’accesso al ponte rispetto alla passerella costruita 500 anni prima. Nel 1775 venne documentato il primo transito di una carrozza, ma nei tratti più difficoltosi si dovette ancora smontare il mezzo e trasportarlo a dorso di mulo.
L’unico atto di guerra che ebbe per teatro il ben custodito valico avvenne nel 1799, durante le guerre napoleoniche, quando l’armata russa del maresciallo Aleksandr Vasil’evic Suvorov valicò il passo e si scontrò con Francesi nelle gole della Reuss.
Lo scontro avvenne al “Ponte del diavolo” e solo con il sacrificio di più di mille cosacchi Suvorov riuscì a scendere ad Altdorf.
Avuta la notizia della sconfitta dei Russi del generale Korsakov a Zurigo inflitta dal generale Masséna, attraverso le Alpi e dovette ritirarsi fino all’alto Reno e nel Vorarlberg.

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quadro dipinto da Vassili Surikov nel 1899. (Museo di Stato, San Pietroburgo)

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Alcuni ufficiali russi rendono omaggio al monumento dedicato a Suvorov,ad Andermatt (Canton Uri)(2007)

Nel XIX sec avvenne il grande salto di qualità con la costruzione di una vera e propria carreggiata larga di almeno 5 metri lungo tutto il percorso e di un nuovo ponte alla Gola del Diavolo. Dopodiché avvennero le costruzioni dei tunnel: la galleria ferroviaria, lunga 15km, venne edificata tra il 1872 e il 1882; un secolo dopo, nel 1980, toccò alla galleria autostradale di 17 km ed oggi è in corso d’opera la realizzazione di una seconda galleria ferroviaria da ben 57km che dovrebbe essere pronta per il 2015.


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