13 Agosto, 2017

Validità degli accordi successivi alla separazione giudiziale | Avvocato

Validità accordi successivi alla separazione

 

Per molto tempo si è ritenuto che gli accordi tra i coniugi successivi alla separazione giudiziale non avessero validità finché il Tribunale non li avesse esaminati ed approvati.

 

Negli ultimi anni, invece, è cambiata l’interpretazione normativa per tutelare l’autonomia patrimoniale di moglie e marito. La stessa disciplina è applicabile in sede di divorzio (vai al post Accordi tra coniugi separati).

 

Gli accordi non omologati sono quelli raggiunti autonomamente dai coniugi e con lo scopo di modificare o integrare le condizioni del verbale di separazione consensuale ma anche i provvedimenti emessi dal Giudice della separazione giudiziale.

 

Questi patti, che sono definiti “a latere” possono essere conclusi contestualmente al procedimento di separazione ma anche prima di esso o successivamente ed hanno lo scopo di risolvere quelle questioni che i coniugi non ritengono di “pubblicizzare” in Tribunale.

 

Può accadere, infatti, che per motivi fiscali o patrimoniali per la coppia sia più conveniente agire in modo parzialmente difforme da quello deciso nel processo oppure che, a causa di una momentanea maggiore disponibilità economica, uno dei due decida di contribuire maggiormente al mantenimento di coniuge e figli. Talvolta, invece, le parti potrebbero dover affrontare una problematica sorta dopo il termine del procedimento di separazione e ritenere di non rivolgersi ancora una volta al Giudice.

 

Le modifiche pattuite dai coniugi sono valide purché siano migliorative e non vadano a violare i diritti e doveri dei coniugi, che restano in parte validi anche in caso di separazione. La possibilità di svolgere accordi in autonomia è ammessa non solo per gli aspetti economici ma anche per la gestione dei figli, sempre che non venga leso l’interesse dei minori.

 

Se uno dei due coniugi dovesse rivelarsi inadempiente l’altro dovrà agire con un procedimento di modifica delle condizioni di separazione così da ottenere la formalizzazione di quanto concordato di fatto dimostrando la sussistenza della nuova regolamentazione.


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