10 Agosto, 2017

Separazione consensuale valore una tantum e accordi “definitivi” | Separazione dei coniugi (moglie marito): disciplina del mantenimento in unica soluzione | Avvocato

 

Qual è il valore degli accordi definitivi nella separazione consensuale

 

 

Nella separazione dei coniugi (moglie marito) è ammesso il mantenimento in unica soluzione (c.d. una tantum) se marito e moglie sono d’accordo. I coniugi possono accordarsi per risolvere le questioni patrimoniali con un’unica corresponsione di una somma di denaro o di beni determinati. La disciplina, però, è diversa rispetto a quella stabilita nell’ambito del giudizio di divorzio.

 

 

Quali sono i possibili accordi sul mantenimento

 

 

La separazione ha una natura generalmente temporanea. Sebbene nessuna coppia sia obbligata a divorziare, generalmente, marito e moglie si separano per poi chiedere lo scioglimento del matrimonio. Proprio per questo motivo le questioni patrimoniali devono essere attentamente valutate dalla coppia prima di giungere ad un accordo o di iniziare una causa in Tribunale.

 

L’assegno di mantenimento è l’aspetto sul quale i coniugi discutono più di frequente e può essere versato con cadenza mensile (cosiddetta periodica) ma anche in un’unica soluzione.

 

Le parti possono accordarsi anche sul trasferimento di uno o più beni di particolare valore così come sul passaggio di proprietà di un immobile oppure sul mantenimento in forma specifica. In particolare quest’ultima forma può prevedere il pagamento da parte di un coniuge dell’affitto o del mutuo per l’abitazione dell’altro o, ancora, il provvedere ad alcune spese predeterminate (utenze, spese condominiali, costi dell’auto, ecc.).

 

 

Caratteristiche e rischi dell’assegno in unica soluzione

 

 

Il pagamento dell’assegno di mantenimento in un’unica soluzione è regolato dalla legge sul divorzio perché poteva essere previsto solo nelle procedure di scioglimento del matrimonio su domanda congiunta. Da qualche tempo, anche in sede di separazione consensuale, alcune coppie si sono accordate in tal senso sperando di risolvere in via definitiva le pretese di mantenimento del coniuge più debole.
Un patto simile deve essere preventivamente controllato dal Giudice che omologa la separazione consensuale e, nel caso in cui sia ritenuto congruo, può essere ammesso.

 

Tuttavia è bene precisare che l’una tantum in fase di separazione non sarà immodificabile come quello previsto in sede di divorzio perché il coniuge beneficiario potrà chiedere una modifica delle condizioni di separazione, nel caso di variazione del suo stato economico o dell’altro coniuge e, inoltre, potrà ottenere la rinegoziazione di tutti gli accordi al momento del divorzio.

 

Le parti, quindi, devono essere opportunamente consigliate sulla convenienza di giungere ad una simile scelta perché potrebbero erroneamente pensare di definire in maniera non modificabile la loro situazione patrimoniale. Dovrà essere svolta un’attenta disamina delle condizioni economiche per comprendere l’effettiva convenienza di un trasferimento in unica soluzione al fine di evitare di trovarsi impreparati in prospettiva futura.

 

 

Una tantum e separazione giudiziale

 

 

La corresponsione dell’assegno di mantenimento in unica soluzione non è prevedibile durante una separazione giudiziale perché deve essere frutto dell’accordo tra i coniugi e, pertanto, può essere introdotto solo nella procedura consensuale.


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