23 Novembre, 2017

L’assegno di mantenimento del coniuge (moglie marito) divorziato: nuovi requisiti e calcolo | Avvocato

L’assegno di mantenimento del coniuge (moglie marito) divorziato è una forma di assistenza materiale tra moglie e marito se si possiedono determinati – nuovi – requisiti, il calcolo viene effettuato sulla base della condizione economica dei coniugi.

 

Quali sono i requisiti per ottenere l’assegno

 

Per poter ricevere l’assegno divorzile, salvo diversi accordi raggiunti dalla coppia, il coniuge deve svolgere espressa domanda in sede di divorzio giudiziale e non deve essergli stata addebitata la separazione.

 

Questo pagamento si determina in base ai redditi ed allo stato del patrimonio di ciascuna delle parti, alla durata del matrimonio ed alla capacità lavorativa del richiedente. Secondo gli ultimi orientamenti della Corte di Cassazione il riconoscimento di una somma a titolo di mantenimento spetta al coniuge solo nel caso in cui quest’ultimo non abbia i mezzi adeguati per provvedere al proprio sostentamento nell’ottica del tenore di vita e del contributo fornito alla conduzione della vita familiare in una concezione “composita” dell’assegno di mantenimento per la determinazione del quale deve essere fatta una valutazione più armonica e comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali.

 

Come si calcola l’assegno di mantenimento

 

Non esiste una regola matematica da applicare per calcolare l’assegno. La legge stabilisce che solo il Giudice può deciderne l’entità. Esistono, tuttavia, modelli di calcolo ed interpretazioni giurisprudenziali che forniscono direttive da applicare ma il Giudice non è obbligato ad uniformarsi.

 

In questa fase di “attesa” tra quanto stabilito dalla Corte di Cassazione e quanto starebbe pensando il Legislatore in relazione ad un’asserita modifica della norma, possiamo dire che verranno considerati rilevanti ai fini della concessione di un assegno divorzile:

 

  • il possesso di redditi o di patrimonio immobiliare del coniuge richiedente;

 

  • le capacità di lavoro effettive del coniuge richiedente;

 

  • la contribuzione alla vita familiare.

 

A maggior ragione la comparazione dello stato economico globale dei coniugi, che varia da divorzio a divorzio, è importante essendo l’unico modo per capire se ci sia davvero lo squilibrio tra le capacità delle parti ma anche la possibilità per il richiedente di godere di redditi propri.

 

La rappresentazione delle situazioni patrimoniali e di tutte le attività economicamente rilevanti della coppia permetteranno al Tribunale di individuare in maniera obiettiva l’ammontare dell’assegno che spetta al coniuge più debole.

 

Per questo motivo è importante chiedere assistenza legale ad uno Studio che possa non solo consigliare la parte dal punto di vista giuridico ma che possa contare su un team di Professionisti multidisciplinari, che operano su diversi livelli, anche all’estero nel caso in cui sia necessario, al fine di poter avviare indagini approfondite che chiariscano le condizioni economiche di moglie e marito.

 

Quali tipologie di assegno possono essere riconosciute

 

Il pagamento potrebbe avvenire in forma periodica (c.d. assegno di mantenimento o assegno divorzile solitamente mensile) oppure in unica soluzione (c.d. una tantum). Quest’ultimo caso può essere concordato dai coniugi solo durante un divorzio su domanda congiunta e non a seguito di un procedimento giudiziale.

 

L’assegno in unica soluzione risolve tutte le pretese economiche del coniuge economicamente più debole che non potrà avanzare richieste ulteriori in punto contributo al mantenimento. L’una tantum, infatti, una volta concesso non è più modificabile.


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